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Capitolo XII:

Continua il racconto della vita di Topo Gigio.

La vita in Laboratorio era bellissima e Rosy, dopo la mia avventura vissuta nel bosco per procurarle un fiore, si era molto addolcita e in gran segreto ci siamo fidanzati.
L’abbiamo fatto in segreto se no i giornalisti, che sono sempre a caccia di avvenimenti inutili, si sarebbero impossessati della notizia e non ci avrebbero dato più pace.

Proprio in quegli anni il mio successo era aumentato moltissimo a causa delle nostre tournèe che duravano mesi e mesi, facendoci conoscere in tutto il mondo. Apparivo su tanti giornali e, anche se insolito per un personaggio irreale, venivo intervistato direttamente e Maria, per alcuni momenti, si industriava a diventare un topo o un burattino trovandosi nell’imbarazzante situazione di rispondere “quale formaggio preferisse o se scappava se incontrava un gatto”. Perché queste erano le domande che la maggior parte dei giornalisti mi rivolgeva! Non tutti per fortuna!

Io di quegli anni ho il ricordo di essere vissuto in città meravigliose come Madrid, Londra, New York, Los Angeles, Tokyo, Osaka, Buenos Aires, Rio de Janeiro, Città del Messico, Caracas, Lima, Teheran, ecc.. Di aver conosciuto personaggi straordinari, di aver lavorato con grandissimi attori e grandi uomini e donne.
Non posso citarli tutti perché la lista sarebbe troppo lunga, ma voglio ricordare quelli dai quali ho imparato moltissimo: Ed Sullivan, Louis Armstrong, Enzo Trapani, Nino Manfredi, Marco Ferreri, Ginger Rogers, Caterina Valente, Franco Rognoni, Dario Fo, Raul Astor, Alessandro Rossi, Hugo Pratt, Ernesto Halffter, Kon Ichikawa.

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