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Capitolo XI:

Una favola raccontata da Topo Gigio e Compagni.

Adesso però cambio argomento e vi racconto la storia del film "Il compleanno di Rosy" che incredibilmente rispecchia molto bene i caratteri di noi topolini e sembra una delle tante avventure che realmente di notte nel laboratorio noi viviamo. Il fatto è che Maria che ci ha creati ci ama al punto di immaginare quello che siamo realmente, perché lei sa stare in bilico fra la fantasia e la realtà, l’unica differenza da noi è che crede che la fantasia sia solo invenzione.

Immaginate che in una ridente e verde campagna vicino a un laghetto e a un fitto e verde bosco sorgano le tre casette dei nostri topolini protagonisti di questa storia, INO, GIGIO e ROSY. L’azione della nostra fiaba si svolge il 14 di febbraio, giorno di S. Valentino e cioè degli innamorati, ed è anche il giorno del compleanno di Rosy.
Eccezionalmente quell’anno era anche un giorno freddissimo, per cui la neve che era caduta abbondantemente nei giorni precedenti aveva formato uno strato di ghiaccio rendendo le strade impraticabili.

Sono le 8 di mattina e Gigio si sta accingendo a fare colazione protetto dal caldo della sua casa quando sente il campanello suonare e a malincuore va a aprire. Il suo disappunto aumenta quando scopre che chi viene a fargli visita è il suo rivale Ino, ma non dimostrandolo troppo apre la porta.

Ino: "Ciao Gigio"

Gigio: "Ciao Ino, qual buon vento ti porta a farmi visita alle 8 di mattina e per giunta con questo freddo? Ma non stare sulla porta se no ci raffreddiamo! Entra e, già che sei qua vieni a fare colazione con me. Tanto sono sicuro che non l’hai ancora fatta!"

I due si avviano verso la cucina passando per il soggiorno, una calda stanza col caminetto acceso e molti libri, giornali e riviste sparsi un po’ dappertutto, ma senza televisore. Dalla cucina arriva un buon profumino di frittelle di mela e caffè appena fatti tanto che Ino accelera il passo al punto che Gigio non riesce a precederlo per fare gli onori di casa. Consumata la colazione Ino affronta l’argomento per cui era arrivato fino a casa di Gigio.

Ino: "Lo sai, Gigio, che oggi è il compleanno di Rosy?"

Gigio: "Certo che lo so, ho già preparato il regalo!"

Ino (incuriosito): "Ah, si? E si può sapere cosa?"

Gigio: "Veramente ….. è un segreto!"

Ino (ostentando disinteresse): "Va bene… allora non dirmelo!"

Gigio (che moriva dalla voglia di conoscere la opinione di Ino che sapeva essere topo di mondo): "Però…. Se non lo vai a raccontare agli altri…"

Ino: "Mamma! Non sarà un razzo rubato alla Nasa, che non si possa dire!"

Gigio: "No… è che non vorrei che altri mi copiassero l’idea… comunque a te lo posso mostrare! Seguimi… guarda e strabilia"

Gigio accompagna Ino fino alla dispensa e gli fa vedere un magnifico cesto molto grande, guarnito di fiocchi e fiocchetti rosa sul cui dorso risalta la scritta in oro “Buon compleanno, ROSY”, ma la cosa veramente meravigliosa è il contenuto, infatti il cesto è pieno di buonissime cose da mangiare!
Ino rimane veramente strabiliato ma non lo dimostra, anzi con aria indifferente dice solo:

Ino: "Huum…"

Gigio: "Ti piace?"

Ino: "Huum…"

Gigio: "… bello, vero?"

Ino: "Si,si... E’… tutto qua?"

Gigio: "Come “tutto qua”?! E non ti basta? Due patate, un ravanello, una carota grossa, un cotechino, dei tortellini, tutti i tipi di formaggio , i biscotti che ha fatto la mia nonna ecc... ecc..."

Ino: "Si, si, certo. Senti, Gigio, non ti offendi se ti dico come la penso….?"

Gigio: "No."

Ino: "Le donne, vedi, vanno trattate con un po’ di… savoir-faire… un omaggio floreale… un bell’inchino… Queste sono cose che fanno impressione su una donna… altro che tortellini!"

Gigio: "Ma cosa mi dici, dici mai! ...Un inchino… dei fiori… un samovar-faire… tutte queste cose! Ma credi proprio che piacerebbero a Rosy?"

Ino (come se la sapesse lunga): "… Ah, ah… le donne!"

Gigio: "Ma Ino, scusa, dei fiori dove li vado a trovare io, che con la neve non posso andare fino in città perché sono chiuse le strade!"

Ino: "Ah! Codardo. Lo sapevo che al primo ostacolo ti saresti arreso: qualche volta mi chiedo se vuoi veramente bene a Rosy!"

Gigio: "Ma allora… questa è una sfida! Ti farò vedere io, se trovo un fiore o no! A più tardi miscredente, incredulone e scettico blu…" (Esce)

Gigio si mette in marcia per raggiungere a piedi almeno la città e cerca di prendere la via del bosco, pensando che avrebbe trovato meno neve, perché il sentiero sarebbe stato protetto dalle piante che erano tanto fitte da fare da tettoia. Infatti nel sentiero non c’è quasi neve e può camminare velocemente. A un certo punto si imbatte in un funghetto. I funghetti di quel bosco sono degli strani personaggi: sono degli gnomi con i cappelli del tutto simili a quelli dei funghi e sono sempre allegri e scherzosi!

Funghetto (mettendosi davanti a Gigio e improvvisando una danza propiziatoria): "Prova e riprova… chi cerca trova… Prova e riprova... chi cerca trova! Dove stai andando?"

Gigio: "Veramente… stavo andando a fiori…"

Funghetto: "Perché dici “veramente“?"

Gigio: "Perché in questa stagione, i fiori non ci sono più…"

Funghetto: "E chi l’ha detto…? Prova e riprova, chi cerca trova”

Gigio: "Ma va!"

Funghetto: "Devi sapere che i fiori giocano a nascondarella, come noi funghetti… dammi la mano e canta con noi la canzone della Nascondarella, certe volte porta fortuna!"

Molti Funghetti e Topo Gigio (cantano e ballano):
"I funghetti stan celati
Dentro i posti più impensati
Dietro a un ramo, dietro a un sasso
Fra i cespugli o sotto un masso…
Sotto l’ombra di radici
O del Monte alla pendici
Sulla riva d’un ruscello
Sotto il nido d’un fringuello"

Gigio (preso dall’entusiasmo): "Cip, Cip, Cip"

Tutti assieme:
"E di tutti il più piccino
Sotto i rami del gran pino!"

E mentre Gigio si rimette a saltare e fare il verso degli uccellini: Cip, Cip, Cip, i Funghetti spariscono ridendo e cantando.

Gigio: "Ehi, voi…!!! Ma dove siete andati…? Che mattacchioni!! E adesso eccomi qua, solo, in mezzo al bosco! - ma la sua attenzione viene attratta dal suono di un campanellino - Ehi-là! Un momento… questo campanellino… se non sbaglio… appartiene a un bel fiorellino… No, no… calma Gigio che può essere un funghetto travestito… Ma no! E’ proprio un fiorellino, con tutti i suoi petalini…!" - annusa - Profuma, anche….Io lo prendo : op-là!"

Gigio incomincia a rincorrere il fiorellino che gli scappa sempre da sotto al naso.

Gigio: "Uh, la Peppa…. si muove!… To’… dove è andato…?! Però è strano un fiore che si sposta a piedi!.. Adesso ci penso io… Ohhh-op!" - e si avventa sul fiorellino che però gli scappa ancora e lui si ritrova col musetto sulla neve

Vermicino: "Ti dispiace lasciar stare il fiorellino che porto sul cappello?"

Gigio: "Scusa, scusa, non volevo offenderti, senti…. ma come mai porti un fiorellino sul cappello?"

Vermicino: "Perché? C’è qualche legge che lo proibisce?…"

Gigio: "No, no… Ma, accipicchia, ti arrabbi subito! Volevo solo chiederti dove hai trovato un fiore in questa stagione…"

Vermicino: "Veramente, è un segreto."

Gigio: "Ma Vermicino bello… Ti prego! Io sto cercando un fiore da regalare alla mia amica Rosy per il suo compleanno… Sai come sono le donne! Un inchino… un fiore… un samovar-faire…"

Vermicino: "Ehi-là, ma sei diventato matto….?! Ehhh… Se proprio vuoi, ti porto a prendere i fiorellini, va là! Seguimi… entra con me in questo buco."

Così il Vermicino e Gigio entrano nel buco di un grande albero dove man mano che scendono trovano sempre più buio e sempre meno appigli per aiutarsi nella discesa tanto che finiscono col rotolare giù fino in fondo.

Gigio: "Mamma , che scivolata di scivolone….mi sento tutto ammaccato!!"

Vermicino: "Ehi-là… quante storie, un bernoccolo ce l’ho anch’io!"

Gigio: "Ahi… ahi…"

Vermicino: "La smetti di lagnarti! Li vuoi i fiorellini, o no!?"

Gigio: "Si, si… li voglio! Ma dove sono?"

Vermicino: "Se usciamo da questo albero li vedi!"

I due escono dall’albero e si trovano in un immenso giardino, pieno di fiori, di colori, di profumi e mentre il Vermicino si avvia veloce verso un punto dove i fiori e le piante si infittivano, Gigio, che non smette più di dire “Che meraviglia! Che splendore!” si perde a rimirare quel paesaggio inaspettato. Accorgendosi che Gigio non lo seguiva, il Vermicino, si spazientisce e lo chiama.

Vermicino: "Ehi-là! Lumacone, ti muovi ?… La Fata Primavera non ha mica tempo da perdere! … di solito a quest’ora deve dare il colore alla glicine o cose del genere, e ha poco tempo da dedicarci."

Gigio: "Mamma! Cosa mi dici, dici mai Vermicino! Siamo venuti a trovare la Fata Primavera ?… Io non sapevo neanche che esistesse!"

Vermicino: "Ehhh! Mi ero accorto che sei un tipo che non sa quasi niente! Su muoviti e cerca di dire il meno possibile. Seguiamo questa farfallina che, sicuramente, ci porterà dalla Fata."

Infatti la farfallina indica loro la strada che devono percorrere e che li condurrà là dove i fiori sono più fitti. Mentre camminano sentono un canto dolcissimo che, sicuramente, è la canzoncina di Fata Primavera, le cui parole sono pressappoco queste:

Ci sono fiori,fiori, fiori….
Son di mille e più colori
Rose, gigli e tulipani
Sono qui nelle mie mani…


E a questo punto arrivano davanti alla Fata Primavera e Gigio rimane a bocca aperta davanti alla sua bellezza, alla sua grazia e ai colori dei fiori che lei stessa colora immergendoli in bacinelle particolari. In quel preciso istante immerge dei tulipani che poi escono dalla bacinella tutti variopinti, anche se la bacinella contiene solo dell’acqua. Gigio si avvicina alla Fata e ammirato e confuso esclama:

Gigio: "Mamma! …Sesto o son dogno?! …Sogno o son desto…? Che delizia ...che Meraviglia! …ma questo è il deposito della floricoltura! …E quella, allora è la Fata Primavera?!"

Vermicino: "Certo crapone! Quella è Fata Primavera in persona e le farfalle sono le sue ancelle. Ti sei convinto che ho amicizie altolocate ?…E’ lei che mi ha regalato il mio fiorellino!"

Gigio: "Ma come ci si rivolge a una Fata quando le si deve parlare?"

Vermicino: "Aspetta incomincio io… Signora Fata… Questo topino è un mio amico, Presentati, no ?! "

Gigio: "Io, sono Topo Gigio, Maestà, Signora Fatina! Ai suoi ordini, per servirla."

Vermicino: "Lui è un po’ timido e anche imbranato, ma vorrebbe chiederle un favore…"

Fata: "Chiedilo pure… sembri un topino per bene."

Gigio: "Ma no… ma no! ...e va bene: dunque… ma, mmmmhhh… mi vergogno… volevo - parlando tutto di un fiato per vincere la timidezza - chiederLe… un fiore per la mia amica Rosy."

Fata: "E va bene… che fiore vuoi?"

Gigio: "Be’, veramente… io non me ne intendo… mi intendo molto di cose da mangiare e infatti le avevo preparato un cesto pieno di cose buone da mangiare… con i fiocchi rosa e tutto il resto ma Ino mi ha detto…"

Vermicino (interrompendolo): "Ehi-là, ti è scoppiata la parlantina!? La Signora Fata non ha Tempo da perdere… scegli il fiore e togliamo il disturbo!"

Fata: "Va bene… Te ne faccio vedere qualcuno… e tu scegli. Farfalline, per favore, che entri la Rosellina”.

Avanza una rosa che davanti a Gigio si mette a ballare la danza del ventre, scuotendo tutte le foglioline. Gigio la guarda ammirato e poi, con aria da intenditore, dice:

Gigio: "Bella! …E che profumo! ...E’ proprio bella!"

Vermicino: "Prendiamo questa allora?…"

Gigio: "Ma è un po’ piccolina ! ...Ne vorrei uno più grande! Sarebbe troppo di disturbo Signora Fata?"

Fata: "Fammi pensare… Ti andrebbe bene questo… Farfalline che entri il Girasole"

Entra su un carretto, trainato da un piccolo sole, un Girasole che come arriva davanti a Gigio si mette a suonare una tromba. Il suono entusiasma Gigio che improvvisa una danza ma la Fata Primavera lo avverte:

Fata: "Ti avverto Gigio di non giudicare i fiori per quello che sanno fare, perché quando salgono nel mondo degli uomini, sono solo degli oggetti fermi, e fanno la loro funzione di ornamento! Si annoiano un po’ e non vedono l’ora di appassire e di tornare qui da noi!"

Gigio: "Cosa mi dici mai Signora Fatina! Allora, se poi non suona, mi piacerebbe averne uno ancora più grande!"

Fata: "Ma grande, quanto?…"

Gigio: "Non saprei… Faccia lei: un etto, due etti! E siccome voglio tanto bene a Rosy… anche tre etti!"

Fata (ridendo): "E va bene, ho quello che fa il caso tuo! - rivolgendosi alle farfalle -

Farfalline, farfallette
Vi comando che all’istante
Sia portato a Topo Gigio .
Dei miei fior, quello gigante…"


Prontamente due farfalle depositano un pacco davanti a Gigio, che dalla gioia si mette a saltare e fare capriole. Poi si modera un po’e facendo un sacco di inchini alla Fata la ringrazia.

Gigio: "Oh, grazie, Signora Fata! ...E’ un bellissimo pacco! Hai visto Vermicino quanto è grande e con che bel fiocco rosa è stato confezionato ? ...Grazie Fatina Primavera, lo porto subito a Rosy…"

I due si allontanano dalla Fata facendo un sacco di inchini e rientrano nell’albero per risalire ma quando la Fata, nel suo specchio col quale sorvegliava tutto il bosco, li vede impacciati dal grande pacco manda due uccellini ad aiutarli a portare il pacco e altri due, che prendendoli col becco dal fondo dei pantaloni, li trasportano fino in superficie. Gigio è felice e non vede l’ora che Rosy apra il pacco perché muore dalla voglia di sapere che fiore ha scelto la Fatina.
Però non se la sente di separarsi dal suo amico Vermicino così al momento di salutarlo lo invita alla festa e tutti e due si avviano alla casa di Rosy, dove la trovano indaffarata a preparare la cena. Rosy si dimostra felice di ospitare anche il Vermicino e poi apre il pacco, incuriosita dalla descrizione che i due le fanno dell’avventuroso incontro con la Fata Primavera. Però, sapete cosa c’è in quel pacco? Un cavolfiore!

A Gigio, come sempre quando ha un disappunto o una delusione, gli si abbassano le orecchie e mormora:

Gigio: "Un cavolfiore!"

Vermicino: "E certo: non ti piaceva la rosa perché era piccola, e neanche il girasole perché non avrebbe più suonato la tromba! Sai cosa ti dico? ...Lei ti ha voluto dare una lezione!"

Gigio: "Hai ragione Vermicino: Chi troppo vuole nulla stringe!"

Rosy: "No, le cose non vanno come dite voi ! ...Io con la neve non avevo potuto fare la spesa… e mi mancava il contorno, perciò un cavolfiore era proprio quello che ci voleva! Anzi, lo vado subito a cucinare... il cavolfiore è stata sempre la mia passione!"

Vermicino (quando Rosy si allontana per andare in cucina si mette a ridere ed esclama): "Sai che sei nato con la camicia?!"

E ai due, allora, prende una grande allegria e ridendo e danzando si mettono anche a cantare una canzoncina sul cavolfiore:

Viva, viva il cavolfiore
Con l’olietto e con l’aceto
Ha un magnifico sapore
Questo ormai non è un segreto
Anche tu lo puoi gustare
Delizioso e profumato
Che magnifico mangiare
Che sapore delicato!
Presto, su, non esitare
Via non perdere un istante
Svelto, corri, va a mangiare,
Mentre è caldo e ancor fumante!


Vermicino: "Meno male che ci piace il cavolfiore! Perché se Rosy non è andata a fare la spesa, si rischiava di saltare la cena"
Rosy (Gridando dalla cucina): "Eh, no! In casa c’erano già tutti gli ingredienti per fare i dolci e il pasticcio di lasagne e poi Ino mi ha regalato un bellissimo cesto con tutti fiocchi rosa e pieno di cose buone da mangiare!"

I Due prima si guardano stupiti e poi esclamano in coro: "Cosa ?! Il cesto con i fiocchi rosa?!"
Rosy (entrando in campo): "E perché vi meravigliate tanto?! Che cos'ha un cesto con i fiocchi rosa di così straordi-nario?"

Gigio: "Niente!… E’ una bella idea!" - ma mentre dice queste parole gli cadono ancora le orecchie.

Vermicino: "Ehi-là!... Non vorrai stare tutta la sera con le orecchie penzolanti?! Dille di Ino e del samovar-faire!"

Rosy: "Cosa è un samovar-faire?"

Vermicino: "Ah! Nessuno lo sa, neanche Gigio, neanche la Fata ci avrebbe capito niente, se glielo avessi lasciato dire!…Però è da stamattina che Gigio lo dice... - poi, rivolgendosi a Gigio - Glielo dici tu, o glielo dico io?"

Gigio: "Nessuno dei due! Sono sicuro che Ino l’ha fatto in buona fede!"

Rosy: "Ma cos’è un samovar-faire?"

Vermicino: "Ino ha detto a Gigio che con le donne ci vuole un samovar-faire, un fiore e altre cose del genere… e lui ha capito solo un fiore così è andato in cerca di un fiore, ma lui lo voleva sempre più grande! Così la Fata Primavera si è un po’ incavolata e gli ha dato un cavolfiore… Ecco come sono andate le cose! Anzi non è tutto… perché poi Ino ti ha regalato il cesto di Gigio! Grattandoglielo con la scusa del fiore e del samovar-faire! Hai capito
Adesso?"

Rosy: "Bè... intanto ho capito che samovar-faire è la storpiatura di savoir-faire, che ha fatto Gigio, perché non ha mai studiato il francese! E poi ho capito che il mio eroe è stato una volta di più preso per i fondelli!"

Tutti tre ridono e inscenano un girotondo quando suona il campanello. Rosy va a aprire ed entra Ino con dei fiori in mano, e tutti tre rimangono senza parole. Poi il Vermicino gli si avvicina e gli chiede:

Vermicino: "Ma dove hai trovato dei fiori che le strade sono impraticabili?"

Ino: "Non più, è passato lo spazzaneve così ho potuto andare dal fiorista in città!"

Vermicino: "E già! E’ proprio vero che a certa gente va tutto liscio, e a cert’altri meno! Però sai cosa ti dico? Ride bene chi ride ultimo! Guarda là"

Ino si gira e vede Gigio e Rosy che, dopo aver posato sul tavolo un bel cavolo fumante, si prendono per mano, vanno alla finestra per guardare la neve, che ha ricominciato a scendere, ma invece vedono delle farfalle che portano un bellissimo mazzo di fiori variopinti.

Gigio e Rosy: "Grazie, Fatina! Ti vogliamo bene!!"

Capitolo XII - Continua il racconto della vita di Topo Gigio >>